Non mi sento di condividere, anzi, contesto fermamente la semplice distinzione che, soprattutto in politica, si usa fare tra i falchi e le colombe. 

Normalmente, ai primi si attribuisce una sorta di aggressività verso l’avversario, mentre alle seconde si riconduce un atteggiamento più quieto, morbido e pacioso.

Lo ripeto: contesto questa definizione, palesemente approssimativa, perché i falchi, è vero, sono rapaci, ma usano le loro qualità, soprattutto la vista, per la caccia, nella quale, comunque, spesso rischiano di farsi del male!

Le colombe, invece, vivono a scrocco: vivono di quello che trovano in giro, del becchime che porgono loro gli uomini o dei rifiuti, che trovano in giro per le strade, sempre più  sporche, delle nostre città!

Insomma, tra cacciatori, pronti a rischiare e accattoni, pronti a sfruttare, è evidente che io scelga i primi. Ma non mi basta!

Penso che in politica vi siano anche altre specie, di cui è necessario tenere conto, per evitare di commettere errori di valutazione. 

A tal proposito, pare che nelle facoltà di Scienze politiche del nostro Paese, in virtù del complicato contesto di cui parliamo, stia per essere introdotta una nuova materia: l’ornitologia politica, mentre è ancora in discussione la proposta di Vittorio Sgarbi di inserire la zoologia, per via delle capre, delle pecore, delle vacche, dei porci, ecc.

Tuttavia, per tornare alle specie pennute, ci sono i fagiani, gustosi, ma lenti e facilmente catturabili; ci sono le oche, purtroppo in rapida e pericolosa espansione, soprattutto negli incarichi di responsabilità, ci sono i polli, facile preda per chiunque!

Questi ultimi, anche nella versione galletti, sono incapaci di volare, sono ottimi allo spiedo, possono essere allevati in batteria e come gli struzzi, inclini a non vedere i problemi, costituiscono una facile preda, anzi, sono proprio senza speranza!

Poi ci sono le rondini, che migrano ad ogni mutar di stagione, come fanno tanti politici, che ben conosciamo, alla perenne ricerca di climi migliori.

Ci sono pure i canarini, che cantano benissimo, ma che non sono adatti a nessuna competizione che non sia canora: se le Camere fossero a Sanremo potrebbero avere una qualche possibilità, ma sono a Roma, il cui simbolo, non a caso, è la lupa!

Non dimentichiamo i pappagalli, anch’essi, come le oche, sono in pericolosa e rapida espansione, soprattutto nelle formazioni politiche vicine a specie di rilevanza entomologica.

I pappagalli di cui parliamo sono capaci soltanto di ripetere ciò che hanno imparato o, per meglio dire, ciò che qualcuno ha messo loro in testa e che sanno possa far piacere al loro addestratore!

In politica ci sono pure i passerotti, tanto teneri e indifesi: innamorati della loro libertà, fino a preferirla alla vita!

E poi ci sono i gabbiani, anch’essi liberi e austeri, cacciatori ma non rapaci, pacifici, ma fino a un certo punto, protagonisti di best seller letterari, ma ormai rassegnati a razzolare nelle discariche di rifiuti! 

Insomma, ci sono tante specie di uccelli, così come ci sono tante specie di politici e magari, mentre facevo questo rapido elenco, qualcuno ha immaginato i loro volti e i loro metodi comportamentali. 

Di sicuro, si potrebbe pensare alle cinciallegre, sempre più tristi; ai picchi, sempre meno martellanti, per via delle nuove tecnologie; ai fenicotteri, sin troppo eleganti; alle cicogne, ormai un po’ passate di moda, ecc.

Infine, ci sono le aquile: in verità sono poche, soprattutto rispetto alle altre specie di cui si è detto; non volano in gruppi numerosi, come ad esempio nel caso degli stornelli (specie anch’essa assimilabile a qualche politico), sono grandi e forti!

Le aquile, come i falchi, hanno una vista straordinaria, vedono di più e meglio degli alti uccelli, volano molto in alto. Il loro è un atteggiamento libero, nobile, austero e sobrio, che le rende uniche e speciali.

Le aquile sono l’inverso dei pavoni: non so se mi sono spiegato! È alle aquile, infatti, che spetta il compito più importante: non ci sono dubbi! 

Ecco perché, in politica, come in ornitologia, le aquile dovrebbero rappresentare una specie protetta, ma spesso, purtroppo, sia per loro che per la politica, finiscono impagliate!