C’è il Partito Repubblicano, c’è il Partito Liberale, c’è il Partito Socialdemocratico, c’è il Partito Socialista, da poco c’è il Partito Liberal repubblicano, ma c’è anche il Partito Liberal Democratico e persino il Partito Liberal Socialista: separati raggiungono a stento una cifra pari al prefisso telefonico di Milano, ma insieme non riescono a starci, perché tutti, chi più chi meno, chi in buonafede e chi no, preferiscono essere “Testa di sarda” invece che essere “Coda di tonno”, pur di potersi dire leader, “presidente”, segretario generale, ecc.
A Catania direbbero “presidente dell’acqua seltz” oppure “direttore della minnulata” o “comandante del papore”, cioè presidente, direttore o comandante di nulla: loro lo sanno, ma cercano comunque di sfruttare la situazione. Alcuni, come già detto, lo fanno in buona fede, mossi da ardore civile, altri no e puntano a qualcosa di più consistente, magari un seggio sicuro!
Eppure lo spazio politico vero ci sarebbe, come dimostra quel 13/14% di NO ai recenti referendum e quel 50% di astenuti alle politiche. Un 13/14% che al referendum non si è astenuto, come indicava una certa destra, e non ha votato SI, come avrebbe voluto una certa sinistra.
E poi c’è l’ondivaga Azione, la presuntuosa Italia Viva, l’opportunista Più Europa e tanti altri, che inseguono vecchi fantasmi o inutili malinconie, che difficilmente serviranno a risolvere i problemi reali delle persone.
Ciò che non c’è, invece, è l’effettiva volontà di fare qualcosa di buono, qualcosa di serio e di concreto. E così niente offerta politica, perché troppa offerta, com’è facile comprendere, vuol dire nessuna offerta e gli elettori lo sanno bene.
Insomma, come si dice dalle mie parti: ‘u supecchiu è comu ‘u mancanti. Traduco per gli amanti del “dolce stil novo”: il troppo è come il nulla e di nulla c’è davvero tanto sia al governo, sia all’opposizione.
Di troppo, invece, fatte salve alcune nobili eccezioni, purtroppo del tutto improduttive, ci sono i vari inutili partitini autoreferenziali e talvolta egoisti a caccia del gentile omaggio di un seggio da parte dei partitoni!!!
Sarebbe bello se, invece di celebrare nuovi congressi fondativi, si celebrasse un solo congresso per sciogliere ciò che c’è, ma che non serve, e fondare ciò che non c’è, in cui ci fosse il passato di tutti ed un nuovo ed efficace futuro unitario capace di rendere concreti gli auspici di chi oggi si sente “senza casa”.