La frase con la quale inizio il post di oggi usava ripeterla il mio carissimo amico Placido. Lui lo faceva con affetto ed ironia quando qualcuno di noi dimenticava di ricordare il suo compleanno.
Placido era una persona speciale che sapevi sempre di poter trovare al tuo fianco anche quando non te lo aspettavi.
Adesso, però, bando alla malinconia, anche lui avrebbe voluto essere ricordato con allegria, con ironia, esattamente come tentiamo di fare noi spiegando il significato di alcune parole e di alcuni modi di dire della nostra amata Sicilia.
ESSIRI SCRITTI ‘NTO LIBBRU NIURU
La frase in questione è tipica del linguaggio gergale della malavita, ma spesso viene usata anche scherzosamente tra amici.
Il più appropriato significato è quello di “essere nel mirino” di qualcuno che si vuole vendicare e pertanto non ci si deve augurare di trovarsi scritti “’nto libbru niuru”.
MI VINISSI L’IMPUTU DI…
La frase in questione rappresenta uno scatto di rabbia che si fatica a trattenere: mi verrebbe l’impeto di…
Si utilizza con riferimento a chi cerca di resistere alle provocazioni altrui, anche se verrebbe voglia di reagire.
CHI BEDDU SPICCHIU CA SI’…
Si tratta di un’espressione che solitamente viene rivolta ai ragazzi in senso di rimprovero per qualche loro mancanza, o per un comportamento scorretto.
“’U spicchiu” era un oggetto di terracotta in svariate forme, che attraverso uno stoppino immerso nell’olio, veniva acceso per illuminare le case prive di energia elettrica.
RATTARISILLA C’A RATTALORA
Si o tratta di un modo di far rodere il fegato agli avversari, agli invidiosi, agli antipatici, ecc. cercando di provocarli il più possibile. Altra frase simile è “ti fazzu fari bili oppure ti fazzu arraggiari.”
FARI VIRIRI LI SURCI VIRDI
Questa frase rappresenta la minaccia di una severa punizione nei riguardi di qualcuno. Il detto trae origine dal periodo fascista. “I sorci verdi” erano un gruppo di fascisti aviatori, che intimorivano la gente con continui raid aerei, specie durante gli avvenimenti bellici.
SAPIRI DÙ COCCIA DI LITTRA
Chi sostiene che: “dù coccia di littra li sacciu”, intende dire, con un pò di malcelòata immodestia e presunzione, di essere all’altezza della situazione e che sà cavarsela da sé in quanto è stato a scuola e dunque capisce perché sa leggere e scrivere.
ANCORA CI FETI ‘A VUCCA DI LATTI
Letteralmente significa “ancora gli odora la bocca di latte”. Frase che serve a qualificare una persona come inesperta, immatura, inadeguata.
ERA ‘U TEMPU CA BERTA FILAVA
Questa frase, pronunziata nei fari dialetti, trova riscontro in quasi tutte le regioni d’Italia e fa riferimento ai tempi ormai passati e lontanissimi, quando le donne filavano in casa, la lana o il cotone.
PANZA MIA FATTI VISAZZA
La frase letteralmente tradotta significa: “pancia mia fatti bisaccia”, ha un equivalente in “pancia mia fatti capanna”.
Di solito si pronuncia per lo più, quando ci si prepara a consumare un lauto pranzo o a gustare qualcosa di buono.
AMMUCCAMU
Si tratta di un modo di dire abbastanza frequente, si usa rivolgere questa parola a persone che stanno gustando qualche leccornia o stanno mangiando a sazietà.
Il termine può essere usato anche attribuendogli un altro significato, vale a dire come complimento nei confronti di chi ha ottenuto un successo in qualche iniziativa, ovvero è stato baciato dalla fortuna e pertanto “ammucca” senza aver fatto nessun particolare sforzo.
ESSIRI ‘N ZUCCU DI FICURINIA
È un complimento e significa essere un uomo fisicamente ben messo. Solitamente si riferisce ai giovanotti che hanno una bella presenza fisica. Pronunciata in una certa maniera la frase può anche voler dire essere incapace, duro e poco intelligente.
ESSIRI ABBUTTATU DI CULOSTRA
Il significato di questa frase è “essere stato allattato con latte non buono in quanto contenente un’alta percentuale di colostro”. Si definiscono così gli individui antipatici, incontentabili o schizzinosi che amano vivere bene senza lavorare.
IRI ‘NNARRERI COMU ‘U CURDARU
Letteralmente significa andare indietro come fanno coloro i quali fabbricano le corde. In senso traslato significa peggiorare la propria situazione economica.
QUANNU CALA LA CHINA, TUTTI LI STRUNZI VENUNU A GALLA
La frase è riferita a gente spregevole: speculatori, profittatori voltagabbana, ecc. che approfittano delle disgrazie altrui per arricchirsi. Il detto può anche essere spiegato come un avvenimento inaspettato ed indesiderato.
MORI SANSUNI CU TUTTI I FILISTEI
Anche questa frase, che non necessita di particolare spiegazione, ha in parte lo stesso significato della precedente e trae origine da fatti raccontati nella Bibbia a proposito del potente Sansone, che tradito da Dalila e accecato, fece crollare un grande tempio, rimanendovi seppellito assieme ai suoi nemici.
NÈ CAZZI, NÈ MAZZI
Il significato è abbastanza chiaro e vuol dire né questo, né quello. Può voler dire anche rimanere a mani vuote.
FARI ‘A FIGURA DI PEPÈ
Significa “fare una figuraccia”. La frase proviene dall’Opera dei pupi, in cui era presente un personaggio chiamato Don Pepè, o anche Peppennino, il quale si esibiva in parti ridicole che terminavano sempre nel modo peggiore.
CU NASCI TUNNU, NUN PÒ MORIRI QUATRATU
Vuol dire che è impossibile cambiare il carattere o l’intelligenza di certe persone, che per questo motivo sono considerate irrecuperabili) .
‘U FISSA CU È? CARNALUVARI, O CU CI VÀ APPRESSU!
La frase ha il significato di un rimprovero nei confronti di chi ingenuamente, imita o segue i cattivi consigli, ricevendone pessime figure.
NUN SUGNU PISCI PI LA TÒ PADEDDA
Il significato di questa frase è: “non sono così fesso da farmi ingannare da te facendomi friggere nelle tua padella”.
