Una cerimonia partecipata e commovente quella di questa mattina per l’intitolazione di un largo, su un fianco della circonvallazione cittadina, al ventinovenne carabiniere santantonese Giorgio Privitera, caduto otto anni fa in servizio nel corso di un incidente stradale occorso durante il trasferimento di un detenuto, a Bra, in provincia di Cuneo.
Presenti i genitori, Antonino Privitera e Lilla Trovato, il sindaco di Aci Sant’Antonio, Quintino Rocca, il presidente del civico consesso, Giuseppe Santamaria, parte della giunta, diversi consiglieri comunali, il capitano dell’arma dei carabinieri della stazione di Acireale, Domenico Rana, il comandante della locale stazione, Pietro Sciolto, il parroco, don Angelo Milone, oltre a esponenti degli Alpini, del cui corpo Giorgio Privitera faceva parte, della Protezione Civile e altre associazionedel territorio.
“Un amico” è stato definito dal primo cittadino, che ha voluto raccontare trascorsi insieme e un aneddoto per mettere in luce le sue qualità umane e il suo attaccamento alla divisa, evidenziando il servizio delle forze dell’ordine i cui rischi sono ormai quasi dati per scontati. Allo stesso modo ha voluto fare il capitano Rana, che ha definito Giorgio un eroe proprio per il suo senso del dovere.
“Era dovuto e doverso ricordarlo”, ha detto poi Rocca, “perché anche fuori dalla divisa era una personastraordinaria, disponibile e gentile”.
Sono stati così omaggiati i servitori dello Stato a pochi giorni dalla festa delle forze armate, come i carabinieri che pochi giorni fa hanno perso la vita in provincia di Verona, e come il collega di Giorgio che con lui ha perso la vita, ricordato dal padre di Giorgio, cioè Alessandro Borlengo.
