La gentilezza, il garbo, il senso dell’accoglienza, la spontaneità, la generosità, la disponibilità costituiscono alcune delle qualità universalmente riconosciute ai siciliani in genere ed ai catanesi in particolare .
Si va beni, ammucca Totò, ca nespuli sunu! Chi facemu, vulemu parrari di munnizza e di scunchiurutaggini? Vulemu parrari di camurrii e di lagnusii? Megghiu ca lassamu stari picchi sugnu cunfissatu friscu!
In realtà a Catania, come in qualsiasi altro luogo del mondo, c’è il bene e c’è il male, c’è il bello e c’è il brutto, c’è la legalità e c’è l’illegalità.
La differenza che c’è tra il capoluogo etneo ed il resto del mondo risiede nello stile che i catanesi adoperano persino nel momento in cui commettono qualcosa di sbagliato, come potrebbe essere l’emissione di un documento di dubbia provenienza o l’alterazione di una gara d’appalto, non assumono la configurazione di un illecito, ma di una cortesia.
L’illecito compiuto per eludere i vincoli di una burocrazia opprimente, qui a Catania, non è un illecito, semmai è un atto di legittima difesa compiuto in favore di chi ne ha bisogno, di chi non può fare la fila, di chi ha difficoltà di movimento, di chi non si può permettere il lusso di attendere che l’impiegato pubblico finisca di prendersi il caffè, soprattutto se di caffè ne prendere parecchi.
Chi c’è di mali. Non è ca prima ni lamintamu ca ‘i cosi non funzionunu e poi si qualccunu i fa funziunari ni lamintamu. Parramini chiaru: non si pò aviri ‘a vuoti china e ‘a muggheri ‘mbriaca?
Noi catanesi, se abbiamo bisogno di una qualche “forzatura illegale di necessità” ‘ncuminciamu a llisciari a chiddu ca n’affari u favuri. Ci puttamu u’ pisci friscu, ci puttamu a frutta biologica, ‘nsomma ‘u llisciamu. Tantu si sapi ca un riavulu ca t’alliscia voli diri ca voli l’anima.
Noi siamo fatti così, ma non è cattiveria, il nostro è semplice senso pratico attraverso il quale si intende risolvere quello che le istituzioni non riescono a risolvere.
I catanesi non fono fatti per le attese messianiche, non sono fatti per le file, per le liste di attesa. I catanesi non sono fatti per attendere i comodi dello Stato, loro hanno i mezzi e le possibilità per eluderli, e lo fanno.
Chi ci putemu fari si avemu primura? Nuautri semu abitanti da’ città ca ‘a chiamunu Milano del Sud. Nuautri non avemu tempu di perdiri, nuautri ama travagghiari!
E in effetti noi catanesi siamo davvero laboriosi e quando abbiamo a che fare con la pubblica amministrazione, che peraltro paghiamo profumatamente, un po’ di fretta l’abbiamo e ne avremmo pure il diritto.
I diritti, però, o vanno di pari passo con i doveri o non sono affatto diritti ma presunzioni. Nel caso specifico, allisciari non serve affatto, servirebbe, invece, che le cose funzionassero bene!
