Essiri pigghiati de’ bummi costituisce un’espressione che rappresenta stupore, incredulità, esattamente come accade a quei pesci che, improvvidamente, restano uccisi da pescatori di frodo i quali, invece di usare ami e reti, usano esplosivi, danneggiando in maniera, spesso irreversibile, i nostri mari.
È pigghiatu de’ bummi colui il quale si stupisce di un determinato fatto, colui che viene chiamato in causa per questioni a lui del tutto sconosciute, che tuttavia rischiano di procurargli dei guai.
Al termine bummi, però, si associano diversi modi di dire o diverse espressioni che non sempre hanno significati chiari ai più.
Essiri abbummatu, ad esempio, significa almeno due cose: aver fatto uso di sostanze stupefacenti, in particolare doping, ovvero tenere un comportamento sopra le righe, tipico di chi si atteggia a snob, pur essendo arripuddutu, vale a dire arricchito, ma privo di stile, cultura ed educazione: ce ne sono tanti!
Ancora una volta, quindi, ci troviamo di fronte a termini che assumono significati differenti a seconda della loro collocazione e del contesto in cui vengono pronunziati.
Il solito carabiniere di Belluno o di Pordenone, chiamato a sbobinare una intercettazione telefonica, infatti, potrebbe trovarsi di fronte ad una frase come la seguente: iddu era abbummatu e ppi chissu s’abbummava.
Certo non è affatto facile decifrare una simile affermazione. Eppure, in fondo non è difficile: lui era un tipo snob, il tipico arricchito e proprio per questo faceva spesso uso di cocaina.
Quanti ni canusciu di chissi…parunu tutti boni ma su tutti tuccati da’ rannula. Ora vuliti sapiri chi voli diri tuccati da’ rannula.
Dicesi tuccati da’ rannula quelle persone che sembrano oneste ed educate, ma che, in realtà, nascondono qualche segreto irriferibile.
E poi ci sono chiddi ca sparunu bummi, ma non perché sono degli artificieri, ma perché le sparano grosse, le minchiate. Sì, minchiati, si po’ diri, oramai ‘u diciunu tutti, macari ‘nta telivisioni!
E ci sono pure quelli che sono incapaci di compiere il benché minimo lavoro e per fingere di fare il proprio dovere si limitano a fari muschittaria, cioè a fingere, a raccontare frottole. A Napoli direbbero: a fare “ammuino”.
Insomma, siamo alle solite, ma su una cosa siamo certamente tutti d’accordo: i bummi p’a festa di Sant’Aita sunu chiddi ca si sparunu appressu ‘a vara e soprattuttu chiddi d’a sira do’ 3, ca non si ponu perdiri.
E chiuremula ca’, picchi cu’ chiddu ca ni costunu ‘i bummi da’ festa di Sant’Aita putissumu allestiri strati, scoli e macari ‘u stadiu novu. Bih! Mi scappau!
