Minni, Ninni, Chinninni e Chittinni non sono quattro sorelline terribili, come quelle che si trovano nelle fiabe, sono, invece, quattro espressioni molto in uso nel complicatissimo linguaggio siciliano.
Cominciamo con il dire che Minni non ha niente a che vedere con la fidanzata di Topolino, Ninni non è un diminutivo e Chittinni non è un personaggio dei fumetti di Walter Disney e Chinninni neanche; ognuna di queste espressioni è parte fondamentale del linguaggio degli abitanti della terra di Archimede e di Empedocle.
In realtà i quattro termini andrebbero scritti in maniera differente e cioè “mi ‘nni”, “ni ‘nni”, Chi ‘ni’nni e “chi ti ‘nni” ma non importa, noi li scriviamo come ci pare, volete sapere perché? Non lo volete sapere?
Ebbene io ve lo dico lo stesso perché minni futtu, e si aia diri ‘na cosa ‘a ricu e non mi trattegnu, anzi, siccomu semu assai ca ‘a pinsamu accussi. putemu tranquillamente diri ca nuautri ‘ni’nni futtemu. Anzi ‘ni’nni futtinu assai!
In realtà il verbo futtiri, nelle sue varie declinazioni e nei suoi vari significati, noi siciliani non sempre lo pronunziamo, perché ci sembra un po’ volgare, dunque ci limitiamo a dire mi‘nni, ‘ni’nni, chi ‘nni’nni e chiìtti’nni, omettendo il resto, che ovviamente diamo per scontato.
Ovviamente noi pensiamo che chi ci ascolta abbia un quoziente intellettivo alto, o almeno normale, in realtà non è così perché noi abbiamo una marcia in più come dimostra il fatto che in Sicilia ben il 99,8% di chi sostiene gli esami di maturità li supera, molti con un ottimo voto, soprattutto negli istituti classici.
E invece, quando c’è di mezzo il linguaggio siciliano, di scontato non c’è un bel nulla, soprattutto se si è nati a Belluno o a Pordenone e si svolge il compito di carabiniere intercettatore e sbobinatore.
Il fatto che sia mi’nni che ni’nni vengono usati anche come diminuitivi di alcuni nomi propri di persona, scambiarne il significato può essere davvero pericoloso.
Facciamo un piccolo esempio concreto, ma facile facile, giusto per capire bene di cosa stiamo parlando.
Caru Ninni iù mi’nni…, tu ti’nni…? Vadda chi facemu: nuautri ni’nni…tantu chi ni’nni…. Accuntu viremu chi ni’nni veni e poi addiciremu soccu ama fari ppi non mittirini sutta e arrestari sempri supra! Si ‘nni cummeni ci dicemu sì, si non ‘nni cummeni ci dicemu no!
Certo la traduzione non è facile, bisognerebbe fare un corso, ma purtroppo a Roma si’nni…e pecciò ni’nni…macari nuautri. E comu finisci si cunta!