Si è svolto presso la sede del Tribunale di Catania il primo incontro istituzionale tra il Presidente del Tribunale e il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Catania, all’esito dell’insediamento della nuova Presidenza avvenuto il 21 marzo 2026. L’incontro ha segnato la formale apertura di una stagione di collaborazione fondata sul riconoscimento di una storica sinergia progettuale tra Tribunale e Avvocatura catanese e sulla volontà condivisa di costruire un sistema strutturato di cogestione delle questioni organizzative e processuali.
Una sinergia di lungo corso
Il dialogo tra il Tribunale di Catania e il Foro catanese si è consolidato negli anni attraverso protocolli condivisi, tavoli tecnici permanenti e progettualità comuni. Nel solco di questa tradizione, la nuova Presidenza ha riaffermato il valore strategico della piena integrazione fra magistratura e avvocatura, nella consapevolezza che la qualità della risposta giudiziaria è il risultato di un lavoro corale, in cui ciascuna componente concorre, nel rispetto dei rispettivi ruoli, all’efficienza della giurisdizione e alla tutela effettiva dei diritti.
La visione: Catania polo nazionale di innovazione giudiziaria
Il Presidente ha illustrato le linee del Piano strategico in corso di definizione, che individua nel Tribunale di Catania una sede vocata a divenire polo nazionale di innovazione giudiziaria. Tra gli assi portanti dell’azione presidenziale sono stati condivisi:
• la realizzazione e il successivo trasferimento alla nuova Cittadella Giudiziaria di Viale Africa, individuata come la vera sfida per la città di Catania e per l’amministrazione della giustizia nel territorio, con interventi paralleli di riqualificazione del Palazzo di Giustizia di Piazza Verga;
• il completamento del progetto LEXINTEL – prima sperimentazione di intelligenza artificiale in ambito processuale civile formalmente autorizzata dal Ministero della Giustizia, sviluppata con CINI e Politecnico di Milano – con l’imminente rilascio di un agente Copilot dedicato all’analisi processuale degli atti;
• la formazione strutturata del personale di segreteria e la stabilizzazione, prevista per giugno, dell’organico dell’Ufficio per il Processo costituito nell’ambito del PNRR;
• la sottoscrizione, in fase istruttoria avanzata, del Protocollo generale di collaborazione con l’Università degli Studi di Catania;
• l’avvio delle interlocuzioni finalizzate alla stipula di un Protocollo generale di collaborazione con la Regione Siciliana per l’accesso ai fondi regionali ed europei a sostegno dell’innovazione giudiziaria;
• il rilancio degli strumenti di comunicazione istituzionale, in particolare del sito web del Tribunale e dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico.
I percorsi di cogestione: i temi all’ordine del giorno
Il Consiglio dell’Ordine ha rappresentato un articolato quadro di criticità e proposte, ricondotte ad una prospettiva di lavoro congiunto. Tra gli argomenti affrontati nel corso dell’incontro:
• processo penale telematico: definizione di prassi uniformi e individuazione di canali di assistenza, da affidare ad un tavolo tecnico dedicato;
• aggiornamento del protocollo sul patrocinio a spese dello Stato per il settore civile e riattivazione del corrispondente tavolo per il settore penale, alla luce della riforma di cui al D.Lgs. n. 150 del 10 ottobre 2022 (riforma Cartabia) e del D.M. n. 147 del 1° agosto 2022;
• elaborazione di un protocollo organico in materia di spese di giustizia – consulenti tecnici d’ufficio, testimoni, custodi, traduttori – per il settore civile e per quello penale, con revisione e omogeneizzazione della modulistica e definizione di strumenti operativi di calcolo;
• pubblicazione tempestiva e completa dei ruoli delle udienze penali, con l’adozione di tempistiche standard e di un canale rapido di segnalazione;
• intervenire nell’eccessivo carico dei ruoli delle udienze penali monocratiche, soprattutto di alcune sezioni;
• rafforzamento dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico e ricalibratura dei servizi di front-office delle cancellerie penali, valutando un uso sinergico di sportello, portale web e canali telematici, anche con il possibile supporto di una risorsa dedicata da parte del Consiglio dell’Ordine;
• istituzione di un elenco strutturato e aggiornato degli amministratori di sostegno, fondato su criteri trasparenti di iscrizione e nomina, atti a garantire qualità, rotazione e ridotta discrezionalità nelle designazioni;
• revisione congiunta e periodica degli elenchi dei curatori, con criteri omogenei e pubblici;
• adozione di linee applicative chiare in materia di legittimo impedimento, in coordinamento con il Comitato Pari Opportunità;
• aggiornamento e pubblicità dei criteri di rotazione delle nomine;
• calendarizzazione delle lavorazioni e standardizzazione delle richieste istruttorie in materia di liquidazione del gratuito patrocinio, anche valutando il deposito dell’istanza in sede di ultima fase del giudizio;
• coordinamento sulle ipotesi di utilizzo della trattazione scritta nel settore civile e in quello penale;
• organizzazione di un convegno dedicato al progetto LEXINTEL e, più in generale, all’impiego degli strumenti di intelligenza artificiale in ambito giudiziario, nel rigoroso rispetto dei principi di trasparenza, protezione dei dati personali e affidabilità degli esiti, secondo il quadro definito dal Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act) e dalla L. n. 132 del 23 settembre 2025;
• aggiornamento sullo stato del servizio reso dagli Uffici del Giudice di Pace e individuazione delle misure correttive programmabili.
Sul tema delle barriere architettoniche, è stato dato atto degli interventi attuati in esito alle indicazioni del Tavolo Tecnico, che hanno reso accessibili tutte le aule del Palazzo di Giustizia secondo i parametri normativi prescritti, restando da completare l’intervento sull’Aula Papa, oggetto di pratica trasmessa al Ministero competente, in attesa del relativo riscontro.
Il metodo: tavoli tecnici, cronoprogrammi, rendicontazione
Presidenza e Consiglio dell’Ordine hanno convenuto sull’opportunità di adottare un metodo di lavoro fondato su tavoli tecnici tematici, cronoprogrammi verificabili, momenti periodici di rendicontazione e un’agenda comune di priorità a breve, medio e lungo termine. La cogestione è stata declinata non come formula di stile, ma come modello operativo articolato in atti, scadenze, responsabilità individuate e indicatori di risultato.
In tale prospettiva, è stato concordato l’immediato avvio di una specifica interlocuzione dedicata alle iniziative urgenti connesse alla programmazione delle attività per la nuova Cittadella Giudiziaria di Viale Africa, con particolare riguardo alla definizione condivisa delle esigenze logistiche, organizzative e di continuità del servizio nella fase di transizione, al fine di assicurare la piena fruibilità della nuova sede da parte dell’utenza, dell’avvocatura e di tutti gli operatori della giurisdizione.
Conclusioni
L’incontro ha sancito la volontà di trasformare un consolidato dialogo istituzionale in un sistema strutturato di cogestione delle attività comuni, nella convinzione che l’efficienza della giurisdizione e la qualità del servizio reso ai cittadini si fondino sulla leale e proficua collaborazione tra magistratura e avvocatura. La Presidenza del Tribunale e il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Cataniacalendarizzeranno nei prossimi giorni i tavoli tecnici e i protocolli di intervento, con la formalizzazione di un primo cronoprogramma operativo entro il mese in corso.Nella foto il presidente del Tribunale Mariano Sciacca, il presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati Antonino Guido Distefano e alcuni componenti del Coa
