​Si è riunito presso il salone di rappresentanza del Palazzo del Governo, il Consiglio Territoriale per l’Immigrazione di Catania, presieduto dal Prefetto Pietro Signoriello, alla presenza di alcuni dei numerosi enti, istituzioni e organizzazioni che ne compongono la rinnovata composizione: amministrazioni dello Stato e degli enti locali, autorità giudiziaria, forze dell’ordine, aziende sanitarie, parti sociali, organizzazioni internazionali ed enti del terzo settore.

Al centro dei lavori, l’adozione e la presentazione delle Procedure Operative Standard (SOPs) per la rilevazione, il referral e la presa in carico delle persone portatrici di vulnerabilità in arrivo sul territorio ed inserite nel sistema di protezione e di accoglienza. Il documento dà attuazione, in ambito provinciale, al Vademecum nazionale e ai principi fissati dall’articolo 17 del decreto legislativo n. 142 del 2015, nel quadro del nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, ormai prossimo alla piena operatività.

Le SOPs definiscono modalità concordate e condivise tra tutti gli attori del territorio affinché ogni persona vulnerabile sia tempestivamente individuata, correttamente indirizzata ai servizi competenti e adeguatamente presa in carico, senza dispersione di informazioni lungo il percorso. Le procedure accompagnano la persona in tutte le fasi del sistema – dagli arrivi via mare alle attività in banchina e in hotspot, dai trasferimenti ai rintracci sul territorio, fino all’accoglienza nei centri – e dedicano specifici approfondimenti tematici alle situazioni che richiedono percorsi mirati: i minori stranieri non accompagnati, le persone sopravvissute a violenza di genere, le potenziali vittime di tratta, le persone con disabilità ed esigenze legate alla salute, anche mentale, e le donne in stato di gravidanza.

Il documento è il frutto di un lavoro condotto in tavoli ristretti dalla Prefettura di Catania in collaborazione con l’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo (EUAA), l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), l’UNICEF e Save the Children, con il contributo dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni e del Tribunale per i Minorenni di Catania, della Questura, dell’Azienda Sanitaria Provinciale, dell’USMAF, del Comune di Catania, della Croce Rossa Italiana, dei Servizi Sociali del Comune di Catania e dell’associazione Penelope Coordinamento Solidarietà Sociale ETS.

Nel corso della seduta il Prefetto ha sottolineato il valore del metodo adottato: «La tutela delle persone più fragili non è compito che alcuno possa assolvere da solo. Queste procedure traducono in prassi quotidiana ciò che la nostra comunità istituzionale ha già dimostrato di saper essere: una rete capace di operare con un linguaggio comune, nel rispetto della dignità e dei diritti di ciascuno».

La Prefettura di Catania assicurerà il monitoraggio dell’attuazione delle procedure e la loro periodica revisione, anche attraverso regolari tavoli di coordinamento, a garanzia di un sistema di accoglienza sempre più efficace e rispettoso dei diritti fondamentali della persona.

Nella stessa riunione del Consiglio è stato illustrato il contenuto del nuovo regolamento per il proprio funzionamento ed è stata avviata la rilevazione dei fabbisogni del territorio, primo passo per la predisposizione del Piano Territoriale per l’Immigrazione, strumento di programmazione delle azioni in materia di accoglienza e integrazione dei cittadini stranieri regolarmente soggiornanti.