Carusi, semu pessi. L’ammucca lapuni stanu aumintannu e sta cosa non è ‘na cosa bona, ci stamu facennu ‘na figura di Pepè.
I dati ufficiali, purtroppo, confermano questa spiacevole realtà. Certo, nelle statistiche non c’è scritto ammucca lapuni, c’è scritto analfabeti funzionali, ma è a stissa cosa!
Le cifre non sbagliano, anche perché sono state raccolte ed elaborate dall’OCSE. In Italia il 28% della popolazione tra i 16 ed i 65 anni è analfabeta funzionale.
Il dato è tra i più alti d’Europa, eguagliato dalla Spagna e superato soltanto dalla Turchia.
L’analfabetismo funzionale, secondo l’Unesco è quella presente in una persona incapace di comprendere, valutare, usare e farsi coinvolger da testi scritti per intervenire attivamente nella società, per raggiungere i propri obiettivi e per sviluppare le proprie conoscenze e le propri potenzialità.
Si, va beni, e iù c’haia rittu: ammucca lapuni! Babbasunazzi ca non sanu fari mancu o c’u bicchieri, ca noon capisciunu nenti ma parrunu, parrunu, e sparuni tri minchiati ognu du’ paroli. Di chissi n’hai canisciutu assai.
In realtà, quando nei incontri qualcuno non ti viene nessun dubbio. L’ammucca lapuni capisce poco, ha gli occhi stupiti e la bocca aperta per lo stupore. Accussi i lapuni ci trasunu intra e ci mangiunu ddù tannicchia di ciriveddu ca c’hanu.
Il fatto che non capiscano granché e che credano a tutto ciò che sentono, però, non impedisce loro di parlare su qualsiasi argomento, parlano persino della loro ignoranza della quale, spesso, sono orgogliosi.
Non è raro, infatti, sentire frasi come “non fidatevi degli esperti”, oppure “chiunque ne sa più di loro perché loro vorrebbero manipolarci”.
L’ammucca lapuni ovvero l’analfabeta funzionale costituiscono un grave pericolo per qualsiasi società in evoluzione ma entrambi possono rappresentare i più forti ed inconsapevoli alleati di una certa politica.
In particolare di quella politica che non ha voglia di spiegare, o non sa farlo, le decisioni che prende e per questa ragione si limita ad imporle approfittando dell’ignoranza, dell’opportunismo ma anche dell’ analfabetismo della pigrizia o dell’identità per contrapposizione.
Spesso la politica stimola gli istinti più bassi pur di far digerire qualsiasi cosa. Mettere i poveri contro i ricchi o i preparati contro gli ignoranti attraverso l’uso improprio di concetti come eguaglianza o libertà è la cosa più facile e più pericolosa del mondo.
Picchì, non semu tutti i stissi? A cu ‘u rici ca non semu tutti i stissi? ‘U riciunu chiddi ca volunu Parisi megghiu di nuautri. Iddi ni volunu futtiri ma non c’a ponu fari, picchì nuautri semu chiù spetti.
È proprio facendo leva su simili idiozie che si è scambiato il diritto allo studio con il diritto alla promozione, il diritto al lavoro con il diritto al salario, il diritto ad esprimere la propria opinione con il diritto ad insultare chiunque.
A propositu dopu ‘u redditi di cittadinanza ci sunu cettuni ca ora volunu ‘a laurea di cittadinanza, e fa cuntu ca pritennunu macari ‘a futtuta di cittadinanza. Semu pessi!