AZIONI DI RECUPERO E PROTEZIONE

Nelle scorse settimane, presso la sede della Direzione Marittima della Sicilia Orientale – il Centro Controllo Area Pesca della Guardia Costiera di Catania, ha coordinato una serie d’ incontri con l’ Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia “A. MIRRI” con sede in Palermo, con la finalità prioritaria di aggiornare e consolidareprocedure  di recupero e salvaguardia delle tartarughe marine presenti nei nostri mari.

A conclusione delle conferenze, in presenza del Direttore Marittimo della Sicilia Orientale Contrammiraglio (CP) Raffaele MACAUDA e del Direttore Generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia “A. MIRRI” Prof.ssa Francesca DI GAUDIO, sono stati rilasciati al personale militare della Capitaneria di porto – Guardia Costiera di Catania, attestati di partecipazione agli incontri di “Primo soccorso e manipolazione delle tartarughe marine specie Caretta caretta.

Il Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, nell’ambito delle proprie prioritarie funzioni istituzionali mirate alla salvaguardia e tutela del delicato ecosistema  marino e della biodiversità della fauna marina, opera da anni su tutto il territorio nazionale, in stretta sinergia con gli Istituti Zooprofilattici Nazionali, svolgendo un ruolo fondamentale per la segnalazione, monitoraggio e recupero delle tartarughe marine con difficoltà natatorie o spiaggiate, ma anche per la tutela e protezione dei siti di nidificazione presenti lungo le spiagge nazionali.

La Sicilia, grazie alla sua posizione geografica a favorevoli condizioni ambientali ed alla presenza di estesi  tratti costieri  sabbiosi, rappresenta un punto strategico ed un luogo idoneo alla deposizione delle uova delle tartarughe marine ed in particolare della specie “Caretta caretta”.

L’importante presenza di tali specie è tuttavia costantemente minacciata da fattori ambientali così come  dalla forte antropizzazione delle coste, difatti, la maggioranza dei ritrovamenti di esemplari in difficoltà è dovuta all’ingestione accidentale di ami da pesca, materiale plastico o per ferite causate da imbarcazioni.

Le operazioni di recupero e di primo soccorso delle tartarughe in vita , messe in atto nell’ambito di giurisdizione della Direzione Marittima della Sicilia Orientale – Guardia Costiera di Catania, oltre a rappresentare un atto di responsabilità e rispetto  nei confronti di questi antichi  e meravigliosi abitanti del mare, risultano fondamentali per le successive azioni di competenza dell’ Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia – Centro di Recupero delleTartarughe Marine,  presso le proprie avanzate strutture attrezzate ai fini della cura, riabilitazione e reinserimento nel loro habitat naturale.

Il rapporto di stretta cooperazione tra la Guardia Costiera e l.Z.S , contempla tra l’altro, il monitoraggio dei siti di nidificazione lungo le spiagge di giurisdizione così come la segnalazione di esemplari deceduti ai fini del recupero a cura di personale qualificato per la traduzione presso il Centro di Recupero  ai fini di approfondimenti diagnostici e  scientifici ovvero all’attivazione delle competenti Autorità Sanitarie Veterinarie Locali  per le opportune valutazioni di carattere sanitario e la successiva rimozione delle carcasse a cura delle competenti Autorità Comunali.

La collaborazione e la sensibilità degli utenti del mare: diportisti ,bagnanti, pescatori professionali, risulta anch’essa fondamentale ai fini di un efficace e tempestiva azione di intervento finalizzata alla salvaguardia e protezione delle tartarughe marine, in tale ottica, la Guardia Costiera raccomanda alcune semplici ma importanti azioni da porre in essere in caso di avvistamento  di un esemplare in difficoltà o alla carcassa di un animale deceduto:

– Contattare la Guardia Costiera attraverso i numeri di segnalazione 1530 o 112 al fine di attivare le procedure d’intervento;

– Evitare di avvicinarsi alla bocca dell’animale;

– Evitare anche in  presenza di corpi estranei visibili (amo, lenza) che fuoriescono dagli orifizi buccale o cloacale di eseguire qualunque manovra di estrazione;

– In caso di spiaggiamento, se possibile posizionare un panno umido di acqua marina  sul carapace dell’animale, non coprendo testa e narici, al fine di prevenire la disidratazione;

– In caso di rinvenimento di un sito di nidificazione, se possibile, circoscrivere la zona evitando l’assembramento di persone;