Un tuffo nel passato, tra amarcord, risate e il sapore dolceamaro del tempo che passa. Alcuni ex studenti dell’ITS “G.B. Vaccarini” di Catania, diplomatisi alla fine degli anni ’90 dopo percorsi scolastici dai risvolti alterni ma indimenticabili, si sono ritrovati attorno a un tavolo da cena a tre decenni dal loro primo ingresso tra i banchi. In quegli anni, l’indirizzo Geometra rappresentava un vero e proprio must: un corso di studi di punta per l’istruzione tecnica, capace di offrire una preparazione eterogenea, poliedrica e spendibile sia per un rapido inserimento nel mondo del lavoro sia per la continuazione degli studi all’università. Il vero comune denominatore della serata è stato il racconto di una transizione epocale: il passaggio da un’era prettamente analogica a quella digitale. Un salto generazionale vissuto sulla propria pelle da chi è cresciuto quando il massimo della tecnologia e delle attività extrascolastiche si riassumeva nel Commodore 64, nei primi ed essenziali videogiochi e nelle ore trascorse in sala giochi. Erano gli anni in cui l’intrattenimento di massa ruotava attorno al fenomeno cult di Non è la Rai e alle note dance di Please Don’t Go. Alla fine del decennio, i primi telefoni cellulari cominciavano appena a fare la loro comparsa e Internet muoveva i primi, lentissimi passi nelle case di pochi fortunati. Perdersi di vista era un attimo, e restare in contatto richiedeva uno sforzo vero, privo delle scorciatoie offerte dalle attuali piattaforme social, da YouTube o TikTok. Oggi quei ragazzi hanno messo su famiglia e intrapreso strade professionali differenti. Se i geometri praticanti si contano ormai sulla punta delle dita, nella schiera degli ex alunni si annoverano imprenditori, funzionari amministrativi e persino qualche docente. Ed è stato proprio il ricordo degli storici insegnanti a catalizzare l’attenzione e l’effetto amarcord della serata. Tra aneddoti e citazioni indelebili, sono riaffiorati i leitmotiv della professoressa Coffa e dei professori Gulino e Gullotta. Risate e nostalgia hanno accompagnato il ricordo del leggendario “Mi prendo la borsa e vado via!” del prof. Nicolosi, frase simbolo pronunciata di fronte ai richiami e alle vivaci intemperanze degli studenti. Ricordi che richiamano i nomi di Alfio La Rosa, Mario Tomaselli, Marco Cutrona, Carmelo Aurite, Francesco Squillaci, Sergio De Caroli, Nuccio Passanisi, Giuseppe Privitera (in videocall). Una serata che ha azzerato gli anni di distanza, dimostrando che, al di là del tempo e del progresso tecnologico, il legame nato tra le aule del Vaccarini resta immutato: un filo conduttore che oggi si consolida e viaggia veloce proprio grazie alle potenzialità della tecnologia e all’energia della chat di WhatsApp.