Due operai gravemente feriti a Catania
Enza Meli (Uil): “La nostra provincia ha il primato degli incidenti sul lavoro in Sicilia, un numero in costante e colpevole aumento”

“La notizia del ferimento di due operai edili, travolti dal crollo di un muretto oggi in via Messina a Catania, ci riempie di angoscia e rabbia. A loro e alle loro famiglie va la solidarietà e il sostegno della Uil etnea, nell’auspicio che vengano individuate cause e responsabilità di quanto avvenuto. Alle istituzioni politiche come agli enti incaricati della prevenzione, invece, chiediamo interventi e determinazione per arginare l’inquietante aumento degli incidenti sul lavoro nella nostra provincia. Con il suo triste primato in Sicilia”.
Enza Meli, segretaria generale della Uil di Catania, commenta così il grave episodio avvenuto stamani in un circolo sportivo cittadino dov’erano in corso opere di manutenzione. Aggiunge l’esponente sindacale: “I più recenti dati Inail, relativi ai primi sette mesi dell’anno, confermano come a Catania siano costantemente in crescita gli incidenti sul lavoro come quello odierno, non mortali ma spesso gravissimi. Dalle tabelle dell’Istituto si ricava, infatti, come le denunce d’infortunio siano passate da 4447 a 4934 tra gennaio-luglio 2025 e lo stesso periodo di quest’anno, da 588 a 659 tra luglio 2025 e luglio 2026. Inutile, peraltro, ricordare che il solo numero delle denunce non basta a descrivere un fenomeno, su cui pesano pure i molti incidenti che rimangono in ombra perché mai segnalati. Un fenomeno dalle dimensioni spaventose!”
“Siamo e resteremo accanto ai feriti – conclude Enza Meli – mentre chiediamo agli organi competenti accertamenti rigorosi e tempestivi. Rivendichiamo una completa ricostruzione su quanto accaduto in via Messina, come altrove in passato. Vogliamo sapere se sia stata adottata ogni misura di sicurezza nel cantiere, mentre ribadiamo la nostra richiesta di formazione e ispezioni per garantire prevenzione. Ogni parola è inutile, ogni vana promessa è persino blasfema, se non si è fatto di tutto per impedire che quotidianamente uscire di casa per andare al lavoro comporti il rischio del non ritorno”.