Un centinaio tra pescatori e armatori ha raggiunto oggi Palermo, con pullman e auto private, per manifestare davanti alle sedi istituzionali della Regione Siciliana e chiedere interventi immediati contro una crisi che le marinerie considerano ormai insostenibile.

In prima linea le marinerie di Sciacca, Porto Empedocle e Licata, alle quali si affianca la mobilitazione di altri importanti porti pescherecci dell’Isola.

La manifestazione arriva appena due giorni dopo il confronto tenutosi presso l’Assessorato regionale dell’Agricoltura e della Pesca.

Un incontro che, evidentemente, non è stato sufficiente a fermare la protesta.

L’INCONTRO DI LUNEDÌ NON HA PRODOTTO LA SVOLTA ATTESA

Alla riunione di lunedì hanno partecipato rappresentanti di numerose marinerie siciliane e delle organizzazioni del settore, mentre l’assessore regionale alla Pesca Luca Sammartino è intervenuto in videoconferenza.

Dal confronto sono arrivate rassicurazioni e aperture istituzionali, ma non una soluzione definitiva all’emergenza denunciata dagli operatori.

E se alcune organizzazioni hanno valutato positivamente i primi impegni assunti dall’assessore, la protesta di oggi dimostra che una parte significativa della categoria considera ancora insufficienti le misure prospettate.

La Regione ha già dato il via libera ai decreti attuativi relativi ai contributi contro il caro carburante per agricoltura e pesca, nell’ambito delle risorse stanziate dalla legge regionale 13/2026.

Ma dalle marinerie arriva una richiesta ulteriore: servono più risorse e soprattutto interventi capaci di incidere immediatamente sui costi sostenuti dalle imprese.

CALOGERO BONO: «OGGI CI ASPETTIAMO RISPOSTE PIÙ SOSTANZIOSE»

Tra i rappresentanti della delegazione c’è anche Calogero Bono, responsabile amministrativo della Cooperativa Madonna del Soccorso di Sciacca e da tempo impegnato nel rappresentare le difficoltà economiche della marineria.

La realtà rappresentata dalla cooperativa comprende una parte consistente della flotta di Sciacca e operatori collegati anche alla marineria di Porto Empedocle.

La delegazione arrivata oggi a Palermo si aspetta quindi che dalle istituzioni regionali arrivino risposte più sostanziose rispetto a quelle emerse dal confronto di lunedì.

Il problema principale resta il costo del carburante, accompagnato dalla riduzione dei margini delle imprese e dalle altre difficoltà strutturali che negli ultimi anni hanno colpito la pesca siciliana.

«NON POSSIAMO CONTINUARE A LAVORARE IN PERDITA»

Il messaggio che arriva dalle banchine siciliane è sempre più netto.

Gli armatori sostengono che con gli attuali costi di esercizio numerose battute di pesca rischiano di diventare economicamente insostenibili.

Il caro gasolio sta colpendo imprese che devono contemporaneamente affrontare costi di manutenzione, equipaggi, contributi, assicurazioni, forniture e tutte le altre spese necessarie per mantenere operativo un motopeschereccio.

Per questo le marinerie chiedono che l’emergenza venga affrontata non soltanto attraverso ristori temporanei, ma con misure strutturali sul costo del carburante e sul reddito delle imprese e dei lavoratori.

PALERMO È SOLO UNA TAPPA: RESTA LA MOBILITAZIONE DEL 22 OTTOBRE

Mentre a Palermo pescatori e armatori manifestano davanti alle istituzioni regionali, la Federazione Armatori Siciliani conferma la mobilitazione annunciata per il prossimo 22 ottobre nello Stretto di Messina, per la quale è prevista la partecipazione di circa cento pescherecci.

La Federazione chiede al Governo regionale e a quello nazionale l’apertura di una vera fase emergenziale per il settore, la convocazione degli Stati Generali della Pesca e l’istituzione di un “Tavolo Blu” nazionale dedicato all’emergenza pesca e caro carburante.

Tra le proposte avanzate vi è quella di individuare strumenti fiscali, finanziari e compensativi capaci di ridurre drasticamente il costo effettivamente sostenuto dagli armatori per il gasolio.

DOMANI 8 OTTOBRE RIUNIONE OPERATIVA A MESSINA

Un altro passaggio importante è atteso già domani, 8 ottobre.

Secondo quanto comunica la Federazione Armatori Siciliani, è prevista una riunione operativa con il Prefetto di Messina in relazione alla manifestazione del 22 ottobree alle modalità con cui dovrà svolgersi l’iniziativa nello Stretto.

Il confronto con la Prefettura assume particolare importanza proprio per coordinare la manifestazione con le Autorità competenti e affrontare preventivamente tutti gli aspetti riguardanti sicurezza della navigazione, ordine pubblico e servizi essenziali.

LA PESCA SICILIANA ATTENDE ADESSO RISPOSTE

La giornata di Palermo rappresenta dunque un nuovo passaggio di una vertenza che, invece di chiudersi, sembra estendersi a un numero crescente di marinerie.

Sciacca, Porto Empedocle e Licata chiedono risposte. Altre marinerie siciliane stanno facendo sentire la propria voce.

E mentre oggi l’attenzione è concentrata su Palermo, il prossimo appuntamento indicato dalla Federazione Armatori Siciliani è già fissato sul calendario:

22 OTTOBRE 2026 – STRETTO DI MESSINA.

Prima di quella data, la richiesta rivolta alle istituzioni è quella di aprire un confronto capace di produrre provvedimenti concreti.

Perché, sostengono pescatori e armatori, il tempo delle sole rassicurazioni non basta più: occorrono misure che permettano alle imprese di tornare in mare senza lavorare in perdita.