Le immagini che arrivano stamattina da Marsala e Petrosino sembrano quelle di un film. E invece sono reali. Due trombe marine nate davanti al porto di Marsala si sono trasformate in un tornado violentissimo, con venti stimati tra i 150 e i 180 km/h, che ha travolto tutto.Il bilancio è pesante: la scuola media De Gasperi di Marsala colpita in pieno orario scolastico con vetri in frantumi, l’Ecocentro di Petrosino distrutto, tetti scoperchiati a Strasatti, Terrenove e Bambina, auto ribaltate lungo la statale, una addirittura finita in un vigneto con due persone a bordo rimaste ferite. Sul posto cinque squadre dei Vigili del Fuoco, 118 e Protezione Civile. Un evento definito “eccezionale” ma che in Sicilia ha una storia antica e tragica. Proprio due giorni fa, il 7 ottobre, ricorreva l’anniversario del tornado più mortale mai registrato nell’isola.Era, infatti, il 7 ottobre 1884. Una tromba d’aria di intensità massima, oggi classificata come IF5, si abbatté sulla zona nord di Catania. Le borgate di Cibali, Borgo, Nesima, Picanello e Ognina furono rase al suolo. Le cronache dell’epoca, documentate dal vulcanologo Orazio Silvestri e dall’Accademia Gioenia, parlano di 28 morti e circa 500 feriti. Case distrutte, alberi scagliati fino al mare. Due date lontane 142 anni, unite dallo stesso fenomeno: la Sicilia è una delle zone più a rischio tornado di tutto il Mediterraneo, per lo scontro tra aria calda africana e aria fredda in quota.Oggi come nel 1884 la natura ci ricorda la sua forza. La differenza è che oggi possiamo prevederla.

