Cento anni di storia, di cambiamenti, di conquiste e di occasioni non sempre colte. Un secolo durante il quale la provincia di Enna ha costruito la propria identità, attraversando trasformazioni politiche, economiche e sociali che hanno segnato profondamente il territorio e le sue comunità.
A cento anni dalla sua istituzione, avvenuta nel 1926, la Provincia di Enna si trova davanti a un’occasione che merita qualcosa di più di una celebrazione. Ricordare il passato è importante, ma lo è altrettanto interrogarsi sul presente e, soprattutto, sul futuro di un territorio che continua a confrontarsi con le difficoltà delle aree interne, lo spopolamento, la partenza dei giovani e la necessità di costruire nuove opportunità di sviluppo.
Da questa riflessione nasce la giornata di studi “Dalla Provincia al Libero Consorzio dei Comuni, verso una nuova Provincia dei Cittadini”, in programma venerdì 13 novembre 2026, nel Salone di Rappresentanza della Prefettura di Enna, al Palazzo del Governo, promossa dal Centro Studi Med.Mez., insieme all’Università degli Studi di Enna Kore e al Libero Consorzio Comunale di Enna, con il patrocinio della Presidenza della Regione Siciliana.
L’iniziativa, articolata in due sessioni, dalle 9.00 alle 13.30 e dalle 15.30 alle 19.00, riunirà rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e del territorio per ripercorrere le tappe più significative della storia provinciale e aprire un confronto sulle prospettive istituzionali, sulla rappresentanza democratica e sulle possibilità di sviluppo della comunità ennese.
Al centro del dibattito, il passaggio dalla Provincia al Libero Consorzio Comunale e la necessità di interrogarsi sul ruolo degli enti intermedi. Non si tratta soltanto di competenze amministrative o di modelli organizzativi, ma del rapporto tra istituzioni e cittadini, della capacità di ascoltare i bisogni delle comunità e di costruire risposte concrete alle sfide del territorio.
“Celebrare i cento anni della Provincia di Enna non può significare soltanto ricordare una data o ripercorrere un secolo di storia istituzionale”, afferma Paolo Garofalo, presidente del Centro Studi Med.Mez. “Questa ricorrenza deve offrirci l’occasione per riflettere su ciò che siamo riusciti a costruire, ma anche su quello che non siamo stati capaci di realizzare. La nostra provincia ha attraversato stagioni importanti, ha conosciuto momenti di crescita, ma anche difficoltà e occasioni perdute. Dobbiamo avere il coraggio di guardare a questa storia con lucidità, senza nostalgie e senza celebrazioni di maniera”.
“Quando parliamo di una nuova Provincia dei Cittadini”, prosegue Garofalo, “pensiamo a un’istituzione che sappia rappresentare davvero le persone, ascoltare i comuni e contribuire a creare opportunità, soprattutto per le nuove generazioni. Le aree interne non possono essere condannate alla rassegnazione, né il loro futuro può dipendere esclusivamente da decisioni calate dall’alto. Abbiamo bisogno di istituzioni credibili, di una visione condivisa e della volontà di trasformare le idee in scelte concrete. Con questa iniziativa vogliamo offrire uno spazio di confronto libero e costruttivo, perché il modo migliore per onorare questi cento anni di storia è assumersi, oggi, la responsabilità dei prossimi cento”.
La giornata vedrà il coinvolgimento del presidente dell’Università Kore, Cataldo Salerno, e del presidente del Libero Consorzio Comunale di Enna, Piero Capizzi, in un dialogo che intende valorizzare il contributo delle istituzioni, del mondo accademico e delle diverse realtà territoriali.
La presenza dell’Università Kore assume un significato particolare in una riflessione sul futuro della provincia. La nascita e la crescita dell’Ateneo rappresentano, infatti, una delle trasformazioni più importanti della storia recente di Enna e testimoniano quanto la conoscenza, la formazione e la ricerca possano contribuire ad aprire nuove prospettive per il territorio.
L’obiettivo del Centro Studi Med.Mez. è fare del centenario non un semplice appuntamento celebrativo, ma un’occasione per interrogarsi sulle responsabilità del presente e sulle scelte necessarie a costruire il futuro. Perché cento anni di storia non sono soltanto un patrimonio da custodire, ma anche un’eredità da consegnare alle generazioni che verranno.
