Un territorio vasto, straordinario e in perenne evoluzione, dove la natura detta le regole e “niente è mai uguale“. È l’Etna, patrimonio dell’umanità che,da oggi, ha un nuovo punto di riferimento per la tutela e la valorizzazione delle sue eccellenze enogastronomiche: è nata la Condotta Slow Food Etnaed è stata ufficialmente costituita, l’11 ottobre 2026, per tutelare il patrimonio agroalimentare, la biodiversità e le tradizioni del territorio vulcanico.
Il cuore pulsante della nuova condotta si trova sul versante orientale del vulcano, nel comune di Sant’Alfio. Sede ufficiale è stata scelta “Contrada Favazza“, realtà che ospita la Favazza Etna Winery. Già punto di riferimento per l’enoturismo e le esperienze culturali alle pendici del vulcano, la struttura diventerà ora il quartier generale e il simbolo di questa nuova realtà associativa.
LA MISSION: BUONO, PULITO E GIUSTO
La neonata Condotta si pone l’obiettivo di promuovere sul territorio etneo un modello alimentare e uno stile di vita fondato sui tre pilastri storici di Slow Food:
• Buono: il cibo deve essere di qualità, saporito, legato al territorio e capace di rispettare il piacere del gusto e le identità locali.
• Pulito: i metodi di produzione e di consumo devono essere sostenibili, a basso impatto ambientale, rispettosi degli ecosistemi, della biodiversità e del benessere animale.
• Giusto: le condizioni di lavoro e la remunerazione di chi produce, trasforma e distribuisce il cibo devono essere eque, garantendo dignità e giustizia sociale.
L’OMAGGIO A CARLO PETRINI
La giornata della nascita della nuova condotta è stata anche l’occasione per un commovente ricordo di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food Italia,recentemente scomparso, a quarant’anni dalla fondazione. Figura carismatica per la cultura enogastronomica globale. Petrini è stato ricordato con profonda emozione, in particolare durante l’intervento del vicepresidente nazionale Francesco Sottile. Slow Food, nato come movimento di opposizione all’omologazione del gusto, alla frenesia della vita moderna e allo sfruttamento intensivo delle risorse, continua oggi la sua battaglia attraverso reti globali, progetti di tutela e attività di educazione. L’obiettivo resta quello di costruire un futuro in cui il cibo sia un diritto per tutti e un potente motore di equità.
Principali obiettivi e progetti
Guida e coordinamento:
La condotta è guidata da Gaetano Aprile (già direttore generale dell’Irvo). L’assemblea inaugurale si è tenuta a Sant’Alfio, presso FavazzaEtna Winery, con la partecipazione, tra gli altri, di Francesco SottileVicepresidente di Slow Food Italia e Fabio Di Francesco Presidente Slow Food Sicilia.
Recupero della biodiversità:
Al centro del lavoro c’è la salvaguardia delle produzioni locali, con un focus particolare sul recupero delle antiche mele dell’Etna (come le varietà cola, gelato e cirino) e sulla valorizzazione della castanicoltura e delle nocciole.
Sinergia territoriale:
Il progetto opera in stretta collaborazione con le comunità locali, i produttori (come la Cooperativa Zaufanah), il Parco dell’Etna e il mondo della ricerca.
IL NUOVO CONSIGLIO DIRETTIVO
L’assemblea costitutiva, ha visto la partecipazione delle massime cariche istituzionali dell’associazione, tra cui Francesco SottileVicepresidente Slow Food Italia e Fabio Di Francesco Presidente Slow Food Sicilia. Presenti anche le istituzioni locali, rappresentanti dei comuni limitrofi, il mondo dell’Università, GAL e della ProLoco.
Successivamente, sono state assegnate le cariche sociali.
Il nuovo Consiglio Direttivo della Condotta Slow Food Etna è così composto:
• Presidente: Gaetano Aprile
• Vicepresidente: Gaetano Urzì
• Tesoriere: Matilde Riccioli
• Segretario: Antonio Di Mauro
• Consiglieri: Turi Caggegi, con delega alla Comunicazione, MariacristinaCocuzza, Eventi e Social, Loredana Porto Castanicoltura, Educazione
“Siamo onorati di prendere in mano le redini di questa nuova condotta in un territorio unico al mondo come l’Etna” – ha dichiarato il neo presidente Gaetano Aprile – “Lavoreremo in rete con i produttori, i cuochi e le comunità locali per proteggere la nostra biodiversità e raccontare la bellezza del nostro vulcano attraverso il suo cibo.”
