La democrazia non si eredita: si impara. Con questo spirito si è aperta, nell’Aula Magna dell’IIS Leonardo di Giarre, la quattordicesima edizione del Premio “Biagio Andò”, promosso dalla Fondazione Nuovo Mezzogiorno in memoria di una figura che ha segnato la storia civile e politica del territorio tra Giarre e Riposto.

Il tema scelto per il 2026, “Educare alla politica per rafforzare le istituzioni”, invita a riscoprire la politica come impegno, formazione e servizio alla comunità, sull’esempio di un uomo che il popolo ha sentito vicino. Il primo appuntamento, “La Costituzione non è né di destra né di sinistra: è di tutti!”, inaugura un percorso articolato in quattro incontri.

Ai relatori ha rivolto il proprio saluto la Dirigente scolastica Tiziana D’Anna, che ha esortato i giovani a occuparsi della polis e del bene comune: «Educare alla politica significa riconoscere nelle istituzioni un patrimonio comune, che appartiene a tutti i cittadini al di là delle appartenenze».

Il Segretario della Fondazione Nuovo Mezzogiorno, Salvo Lisi, ha richiamato la lezione di Biagio Andò, «politico amato dal popolo perché ha vissuto l’impegno pubblico come servizio alla comunità», interrogandosi su come oggi si rafforzino le istituzioni a partire dalla formazione di cittadini consapevoli. Ha poi ricordato il valore delle iniziative promosse in tutte le edizioni, volte a difendere la democrazia e le libertà e a far crescere le nuove generazioni.

Un video messaggio di Gianni Pittella ha ricordato come la Costituzione sia nata da un «compromesso positivo» tra tutte le forze politiche all’indomani della dittatura fascista. «Avevano idee diverse su tutto, ma capirono che prima delle divisioni bisognava stabilire le regole, i principi e i valori su cui fondare la convivenza. Oggi essere avversari significa essere nemici. E invece si può discutere duramente riconoscendosi come appartenenti alla stessa comunità democratica». Da qui l’appello a rilanciare il progetto, rimasto incompiuto, di una Costituzione europea, naufragato con i referendum in Francia e nei Paesi Bassi non sul merito, ma per effetto di una propaganda fondata sulle paure. In un mondo «senza bussola e senza governo della politica», l’Europa ha bisogno di darsi un profilo politico per essere attore globale.

Enrico Nastro Siniscalchi, aprendo il confronto davanti alla platea di studenti, ha auspicato di «mantenere alto il livello di coscienza civica e di dialogo, di cui c’è sempre più bisogno», lamentando una certa carenza di idee e di elaborazione del pensiero, e sottolineando l’importanza di mettere a confronto culture e opinioni diverse per alimentare il pensiero critico.

Per Salvo Andò il premio rappresenta «un appuntamento importante per il mondo della scuola ma anche per la società civile», che mira a educare alla democrazia soprattutto i più giovani. «In un mondo disordinato, imprevedibile, violento, c’è più che mai bisogno di educare alla politica, al rispetto delle istituzioni e alla capacità dei giovani di padroneggiare gli strumenti della democrazia». L’ex ministro, molto applaudito, ha espresso apprezzamento per una generazione che si è risvegliata con proteste vibranti, le quali «devono sempre essere pacifiche e protese al cambiamento».

A chiudere il cerchio, Andrea Piraino, che ha illustrato il cuore giuridico del tema: «La Costituzione è di tutti perché è frutto di una grande partecipazione popolare e della volontà di cambiare davvero dopo il fascismo e la lotta di Liberazione. Non riguarda una sola categoria, una classe, un partito, ma tutti, perché nella nazione dobbiamo convivere». Richiamando l’articolo 3, che proclama il principio di eguaglianza e introduce per la prima volta l’eguaglianza sostanziale, e non soltanto formale, ha concluso: «Essendo diversi, abbiamo tutti diritto di avere le stesse opportunità, pur nelle nostre diversità».

Numerose le domande rivolte dagli studenti, tra cui quelle di Riccardo Guarrera, Clelia Cardillo e Lorenzo Pollicina.