Scrivo questo capitolo con un po’ di preoccupazione, perché se i Santi e i Beati non apprezzassero l’ironia potrei essere punito e condannato ad ardere tra le fiamme dell’inferno.
Poi però mi rassereno un po’, perché in fondo credo che i Santi ed i Beati siano certamente dotati di ironia e di pazienza, ma soprattutto suppongo che siano tolleranti per definizione, infatti sopportano tante cose, a ‘ncuminciari de’ parrini.
In ogni caso l’intento non è certamente quello di offendere nessuno, né di tenere un atteggiamento blasfemo, ma solo quello di provare ad essere un attento osservatore del comportamento e del linguaggio di noi siciliani.
Mizzica e chi ci voli ppi diri ca semu spiritusi ma non semu malucriati, né bistimmiaturi? A nuautri i Santuzzi non ni ll’ana tuccari picchì semu divoti e rispittusi di tutti.
Nuautri, però, non semu né scimuniti, né bizzocchi e sapemu quannu si schezza e quannu non si schezza. ‘U capisturu? Va beni, facemu finta ca ‘u capisturu e tiramu avanti, ca non ci voli autru!
Giusta precisazione ma assolutamente ovvia, soprattutto per chi conosce i siciliani ed i catanesi, che hanno nei santi dei riferimenti di devozione assoluta e indiscutibile.
In Sicilia ed a Catania, infatti, i Santi si pregano, si invocano, gli si chiedono grazie e miracoli ma, nonostante il rispetto e la devozione, si usano anche per imprecare, con l’accortezza di avvalersi di nomi o di locuzioni assolutamente prive di qualsiasi significato religioso.
‘A riligioni non si tocca! Insomma nuddu cunfunni i Santi, ca si preiunu, e i santiuni, vale a dire le imprecazioni, che possono scappare a chiunque.
Una imprecazione, che può anche essere una supplica, è quella che si rivolge a Sant’Accutufatu Vergini e Martiri…! Si tratta di un’invocazione alla quale si fa appello quando ci si meraviglia, ma anche quando ci si rivolge alla provvidenza.
In realtà, Sant’Accutufatu è un Santo ammaccato o acciaccato, che è entrato a far parte della fantasia popolare come una sorta di Santo da quattro soldi, di poco valore, anche perché inesistente.
Nel suo caso, infatti, le eventuali imprecazioni potrebbero non costituire peccato, salvo che non vengano, in qualche modo, connesse ad altri soggetti sacri.
Anche i pelandroni hanno il loro santo, è Santu Accuffulatu, che vuol dire lagnoso, pelandrone, pigro, anzi, tanto pigro da preferire di stare comodamente sdraiato su un divano per ore ed ore.
A Santu Latruni o a Santu Latrazzu si fa riferimento quando si pensa ad un ladro di polli. Probabilmente lo si ricollega ai ladroni crocifissi insieme a Cristo.
Santu Vintulinu è il santo protettore dei venti che, dalle nostre parti non sono quelli tipici di tutto il mondo (Tramontana, Maestrale, Levante, Ponente, Grecale, Libeccio, Scirocco, ecc.) ma ‘a oria, che è l’ arietta gradevole che rinfresca gli ambienti in estate, ‘u vilenu, che è la corrente d’aria che si insinua nelle case siciliane, provocando brutte infreddature, e ‘u straventu, vale a dire il vento forte, quello che piega gli alberi e provoca danni. Leviti di stu vilenu, mi diceva mia nonna quando mi vedeva sostare tra due finestre aperte.
Santu Virticchiu è il protettore di chi è particolarmente nervoso o infastidito, mentre San Paganinu è il protettore dei lavoratori e di cu’ havi picciuli. Lo si festeggia il 27 di ogni mese, quando di solito viene corrisposto lo stipendio.
I pigri, oltre ad essere protetti da Sant’Accuffulatu, sono accuditi anche da Santu ca non sura, che protegge pure coloro i quali sono piuttosto tirchi e per nulla generosi, anzi, di quelli che sono talmente insensibili che fingono di non sentire o di non comprendere le esigenze altrui.
Santu Sanu Sanu è un Santo credulone, un po’ pasticcione, che talvolta fa miracoli al contrario, vale a dire delude chi lo invoca ma non per cattiveria, ma per ingenuità.
Santa Chiara Di Napuli dice pane al pane e vino al vino e protegge le persone franche e sincere fino all’autolesionismo.
Santa Pacienza protegge le persone comprensive e tolleranti, come avviene pure per Santa Paci, che viene invocata spesso quando ci si trova davanti a persone o a comportamenti palesemente fuori luogo.
I Santi dei quali abbiamo parlato sono inventati e spesso vengono utilizzati per evitare di citare quelli ufficiali in caso di santiuni, vale a dire di imprecazioni.
Citare ‘n Santu quannu si santia, cioé si impreca, è piccatu ranni e nuautri non vulemu fari piccati picchi semu bravi carusi. Propriu ppi stu mutivu ni spattemu Fra ‘n Patri Nostru e ‘n santiuni, accussì appaciamu.
Pen noi siciliani, infine, ci sono pure i beati, che di certo non possono mai mancare, ma soprattutto le beate.
Ne citerò solo tre, la prima che viene utilizzata in sostituzione dell’omonima Santa Pacienza, che è la Beata Pacienza, la seconda che si riferisce ai giovani, ed è la Beata Carusanza, riferita al comportamento immaturo di certi giovani, e la terza che è stata resa popolare dal personaggio di Cetto La Qualunque, ed è la famosa Beata Minchia. E cca mi femmu ca è megghiu, prima ca parru assai e mi sdirrubbu!