Il siciliano è difficile, l’ho sempre detto, dunque non stupiamoci se ci sono parole che possono non avere alcuna attinenza con ciò che potrebbe sembrare in un primo momento.
Una di queste è inchiri che non significa affatto inchinarsi, come potrebbe sembrare in un primo momento, ma riempire.
Come al solito, però, il termine può essere interpretato in tanti modi, a seconda del contesto nel quale viene utilizzato.
Se qualcuno dice, ad esempio, che sta inchennu ‘n cufinu d’aranci, vuol dire che sta riempiendo un cesto di arance, ma se dice che si sta o qualcuno ci sta inchennu aranci, vuol dire che si sta stufando, perché il secondo tipo d’aranci non sono arance, ma altro genere di prodotti vagamente sferici, che caratterizzano il genere maschile.
Il verbo priinchiri, poi, ha un riferimento non proprio diretto al verbo inchiri in quanto, abitualmente, non significa riempire prima, ma fornire ad una persona informazioni preventive scorrette, e spesso preconcette, al fine di predisporla in modo negativo nei confronti di un’altra persona.
Ata vistu chi bella spiegazioni. Nuautri cu’ ‘na parola ni ni niscemu, in italianu city voli menzura e fossi mancu c’abbasta.
Insomma, se qualcuno priinchi qualcun altro sta compiendo un’opera di delegittimazione verso una persona attraverso la divulgazione di un pregiudizio che, di solito non ha nulla a che vedere con la realtà.
Se poi si sente dire di qualcuno ca inchi e priinchi la situazione può diventare assai complessa poiché può descrivere una realtà nella quale qualcuno prima informa e poi disinforma giusto per creare un clima di confusione e di scompiglio al solo scopo di trarne un qualche vantaggio.
Basta va, mi cassariai, non mi faciti sbacantari ca di unni vegnu e vegnu do’ mulinu e ‘u primu c’angagghiu ‘u sbilanzu.
A questo punto la situazione si fa davvero complicata. Sbacantari, infatti, significa letteralmente svuotare, ma in forma traslata significa liberarsi di qualcosa, di un peso fisico o emotivo del quale si fa volentieri a meno.
In questo caso, ancora una volta, penso al solito carabiniere, di Pordenone o di Belluno, chiamato a trascrivere una intercettazione telefonica nella quale è stata detta la frase precedente, il quale, letteralmente, potrebbe pensare che il suo significato sia il seguente: basta, mi sono confuso, non mi fate svuotare che vengo dal mulino e il primo che incontro lo faccio cadere.
Ma sarà davvero questo il significato da attribuire alla citata affermazione? Si ‘u ‘nzittati v’arrialu ‘na caramella e si non v’accuddati mancu chissa, picchì voli diri ca ancora ‘u catanisi non l’ata caputu bonu, picchì cu n’accetta non merita! E cca vi lassu e m’arritiru. Iù t’u rissi, ora ‘u sai bai bai.