Lippu, allippa, allappa, lappusu e lapa sono parole che potrebbero sembrare simili, ma che hanno un significato profondamente diverso, cosa che, com’è ormai arcinoto, confonde quei poveri carabinieri, di Belluno o di Pordenone, che vengono chiamati a trascrivere una intercettazione tra un abitante di Catania-Civita e Catania-Picanello, oppure tra un abitante di Catania-Borgo e Catania San Cristoforo.
No, non è strano, perché ai piedi del vulcano le differenze riguardanti il significato di certe parole possono riguardare anche singoli quartieri della città.
E non parliamo dei vari paesi, anche contigui, che presentano accenti differenti e termini che, pur essendo identici, hanno m significati opposti.
Tra quelli davvero incredibili ci sono due parole: pacchiona , e annacati, che rappresentano alla lettera le sicule differenze.
Pacchiona a Palermo significa grassa e anche piuttosto bruttarella, a Catania, al contrario, significa bellissima, sensuale, ovvero, come direbbero a Roma o a Milano, “gran figa”.
Annacati a Palermo significa fingi di fare qualcosa, cioè effettua il massimo movimento con il minimo spostamento, esattamente come fa la naca, da cui il termine origina, vale a dire la culla, che dondola restando ben salda sui suoi perni.
A Catania la stessa parola significa sbrigati, non perdere tempo, insomma muoviti. Ma attenti a comprendere bene il senso del termine in questione, perché nella vicina Paternò, ma non solo lì, ci si può imbattere nella locuzione moviti ddocu , o moviti fermu , che assume lo stesso significato dell’annacati palermitamo, vale a dire non fare nulla, ovvero fingi di fare qualcosa.
Ma torniamo a lippu, che è quella sorta di vegetazione che cresce sugli scogli e ad essi si attacca energicamente, dal che allippare, ovvero appiccicare, o allippatu, cioè appiccicato. Lippu e allippa, quindi, sono termini interconnessi. Cosa diversa è allappa, cioè che lega la lingua al palato, termine che costituisce la forma italiana dalla quale deriva lappusu, che si usa anche nelle Marche, e descrive il tipico sapore della frutta acerba.
Cosa assolutamente diversa è la lapa, ovvero l’ape, non tanto nel significato entomologico del termine, cioè riferito a quello straordinario e laborioso insetto che produce il miele, quanto nell’uso traslato che ne fece la Piaggio, quando immise sul mercato un veicolo cassonato a tre ruote che prese il nome di ape e che ebbe un enorme successo in tutte le sue versioni.
Forse è proprio per questa ragione che la Piaggio, di recente, ha deciso di non realizzarlo più in Italia, ma di spostarne la produzione in India: non c’è che dire, i suoi inventori, più che agnelli si sarebbero dovuti chiamare lupi! E mutu cu sapi ‘u iocu, picchi chissi soddi do’ statu si n’ana mangiatu assai e a pavari ama statu sempre nuautri siciliani.