In Sicilia, ed in particolare a Catania, il termine gatto, maschio o femmina che sia, viene declinato al femminile e diventa ‘a iatta. nica, ranni, di razza o non di razza è sempri ‘a iatta.
Confesso che non conosco quale sia il motivo di questa particolarità lessicale, forse dipende dal fatto che tanti gatti hanno il mantello tigrato e quindi ricordano la tigre, anch’essa declinata al femminile, insomma non lo so.
Davvero non lo so. Resta il fatto che maschio femmina, iattu o iatta, questo piccolo felino è davvero un essere speciale tanto noto ma tanto poco conosciuto.
Anzi no, in realtà è conosciuto molto sommariamente e non correttamente dalla gran parte delle persone.
Di solito il cane è considerato più intelligente del gatto ed il gatto è considerato meno fedele del cane: nulla di meno vero.
La realtà è un’altra e non solo per i cani e per i gatti. Ogni animale, come ogni persona, infatti, risponde a regole comportamentali proprie e, all’interno di queste, risponde al proprio carattere.
Nella mia vita ho avuto cani, ho avuto gatti, e li ho ancora, ho avuto tartarughe e uccellini e non mi è mai capitato di constatare somiglianze assolute, ognuno di loro fa storia a sé, nonostante l’appartenenza alla medesima razza.
Forse dovremmo essere più attenti? Forse dovremmo essere meno inclini ai luoghi comuni? Forse dovremmo dedicare più tempo ai nostri amici pelosi, magari per comprenderli meglio? Forse!
Tutti parrunu de’ cani e nuddu parra de’ iatti. Ppi cettuni semu boni sulu ppi mangiari a sbafu e pp’acchiappari ‘i suggi. Ma quali…’a virità è ca cettuni parrunu picchì hanu ‘a vucca, ma non cunchiurunu nenti.
Gli antichi egiziani consideravano i gatti vere e proprie divinità e forse qualche motivo doveva esserci, basta provare a capirne le ragioni.
Ma torniamo ai gatti.
Loro comprendono lo stato d’animo degli amici umani. Nel caso di un problema di salute, i gatti comprendono persino in quale parte dell’organismo risieda il malore.
Non è vero che non si facciano capire! I gatti vogliono essere capiti, perché loro comunicano, eccome se comunicano, solo che pretendono che i loro amici umani si sforzino un pochino per rendersi conto di cosa essi vogliano comunicare.
Ognunu havi ‘i so’ manii. ‘I iatti si sentunu iddi ‘u centru do’ munnu e l’autri s’ana sfuzzari ppi essiri all’altezza da’ situazioni.
Un’ultima avvertimento: ‘a iatta motta non è il cadavere di un gatto, maschio o femmina che sia. ‘A iatta motta è sempre femmina, infatti è la donna sdolcinata ed insignificante, che spesso piace agli uomini proprio per questa ragione.
L’appellativo in questione, di solito, lo si attribuisce a quelle ragazze carine, intellettualmente scialbe e con poco carattere, che però riescono a farsi preferire alla iatta savvaggia, ca nesci l’ugna e ratta. Tiniti accura!