Mi permetto di consigliare ai sindaci ed agli organizzatori di manifestazioni varie, soprattutto di quelle che prevedono la consegna di premi, di aggiungere una clausola ai contratti che stipulano con i vari artisti presenti e persino con i premiati, o potrebbero correre il rischio di sentirsi considerare di destra o di sinistra, a seconda dei casi, sulla base delle personali convinzioni degli ospiti.
Consiglio inoltre ai succitati amministratori ed organizzatori di aggiungere ai contratti un’altra clausola, per ciò che riguarda eventuali episodi di propaganda, che dovessero esulare la prestazione artistica prevista e pagata con i soldi dei contribuenti.
I cantanti, gli attori, e chiunque altro venga retribuito con denaro pubblico, a mio avviso, se sente la necessità di dire qualcosa, di destra o di sinistra, di sopra o di sotto, che non ha nulla a che fare con l’esibizione per la quale è stato chiamato, è padronissimo di farlo, ci mancherebbe altro, ma non certo a spese dei contribuenti ospitanti, che a loro volta hanno il pieno diritto di sentire cantare o recitare in santa pace, dato che i comizi o simil tali, se ne hanno voglia, li vanno a sentire altrove, magari gratis, non certo durante un concerto o una rappresentazione teatrale.
Un’ultima digressione per un amico: dire che non si riceve un premio perché una “manina di destra” lo ha impedito, non comporta forse l’implicita ed eterogenetica affermazione secondo la quale, quando qualche premio lo si è ottenuto il motivo è che si è mossa una “manina di sinistra”?
Sarò un vecchio nostalgico amante del merito, ma mi auguro che le “manine” non ci siano mai state e che continuino a non esserci. Mi auguro che se qualcuno riceve un premio è perché è stato bravo in qualcosa, a prescindere dal suo colore e dalle sue lecite convinzioni personali.