Si, va beni, ora vi pari facili a spiegari sta cosa? Di chi parramu? Parramu d’a lliccata, anzi de’ lliccati, picchi ci nni sunu assai e ‘ u soliti carubineri di Pordenone o di Belluno non ci capisci nenti. Ora c’u spiegamu.
In Sicilia ‘a lliccata può essere quella con la quale si gusta un gelato, ma può essere anche quella tipica di chi sviolina, adula, esprime giudizi smaccatamente positivi nei confronti di qualcuno che possa tornargli utile per i suoi disegni o per le sue ambizioni lavorative o di vita.
In verità ‘a lliccata adulatoria viene definita con maggiore precisione come ‘a lliccata di culu. Il leccaculo, in realtà è una figura retorica, ma anche assolutamente reale non solo siciliana o catanese.
‘U lliccaculu è ‘ntinnaziunali, si pò attruvari a Milanu e a Caltanissetta, si pò attruvari a Roma o a New York e avi a caratteristica ca è ‘u stissu unni è ghiè.
Il leccaculo, in realtà rappresenta un prototipo che non prevede distinzioni se non quelle riguardanti la lingua con la quale si esprime, cioè la lingua con la quale lecca, il colore della pelle e la nazionalità. Per il resto il leccaculo è uguale ed è pure democratico.
Il leccaculo può essere borghese o proletario, plebeo o aristocratico, industriale o agricoltore, colto o ignorante.
Il leccaculo costituisce una fattispecie umana che attraversa trasversalmente luoghi e classi sociali ed ovunque lo si trovi rappresenta un vero pericolo.
‘U lliccaculu è dispostu a tuttu cosi. Iddu si vinnissi a so’ patri, a so’ matri, a so’ muggheri e macari e’ so’ figghi. ‘U lliccaculu non talia ‘nta facci a nuddu e ppi chissu è piriculusu.
Insomma, la leccata, salvo che non sia quella che riguarda un ottimo gelato siciliano, rappresenta una delle peggiori manifestazioni del genere umano, soprattutto quando, come nel periodo che stiamo vivendo, l’intensità dei valori si affievolisce, i riferimenti ideali si perdono e con loro si perdono anche le persone vere ca non sunu tutti allicca culu!
