Oltre un centinaio di persone originarie di Capizzi, lo storico borgo sui monti Nebrodi minacciato dallo spopolamento, si sono riunite a Zafferana Etnea (CT) per un incontro che unisce memoria, tradizione e futuro. L’evento, tenutosi nella cornice di Villa Mirador, è stato promosso dal gruppo social “Capizzi nel cuore… dell’Etna e dintorni” con l’obiettivo di trasformare il profondo legame affettivo con il paese d’origine in iniziative concrete a sostegno della sua rinascita culturale, sociale e ambientale.

L’iniziativa, proposta da Antonino Pirrone in collaborazione con i fratelli Alberto e Mario Cacciato Insilla, Giuseppe Laganga Senzio e Benedetto Cacciato va oltre il semplice ritrovo conviviale. Rappresenta un gesto forte di attaccamento a Capizzi che, come molti centri interni della Sicilia, registra un progressivo calo demografico e la perdita di risorse umane vitali. I partecipanti, molti dei quali lontani da Capizzi per esigenze di studio, lavoro o vita familiare, hanno testimoniato come, nonostante le distanze fisiche, il senso di appartenenza e l’identità culturale rimangano intatti.
“Se il territorio si svuota”, spiegano gli organizzatori, “non si svuotano però l’appartenenza, il senso di comunità e la memoria condivisa. È da questo legame che nasce la volontà di contribuire attivamente alla conservazione dell’ambiente, delle tradizioni e della cultura del borgo”.
In un contesto regionale in cui i comuni interni affrontano l’invecchiamento della popolazione e l’assenza di opportunità lavorative, l’incontro assume un valore emblematico. Capizzi diventa il paradigma dei borghi che rischiano di scomparire, ma l’impegno dei “Capitini” non si limita a ricordare il passato: punta a costruire un futuro possibile anche a distanza, fornendo un contributo di idee, energie e affetto che si tradurrà in azioni concrete per la tutela del paesaggio, la valorizzazione delle tradizioni e la promozione culturale e turistica del territorio.
L’incontro di Villa Mirador è stato un momento di festa e riflessione che ha ribadito con forza come Capizzi continui a vivere nel cuore della sua vasta comunità “esterna”, una risorsa numerosa e attiva pronta a sostenere il paese d’origine. I partecipanti auspicano che questo sia solo il primo di una serie di incontri mirati: un’officina spontanea di idee dove professionisti, imprenditori e dirigenti mettano la loro esperienza a disposizione per formulare strategie concrete. L’obiettivo è replicare esempi virtuosi, come quelli visti in regioni quali l’Umbria e la Toscana, per aiutare non solo Capizzi ma anche altri borghi siciliani ricchi di storia e memoria collettiva.