di Grazia Schillirò
“Le donne ci ispirano il desiderio di creare capolavori” diceva Oscar Wilde. Come dargli torto?! Da che mondo è mondo la donna è fonte d’ispirazione: pittori, scultori, poeti, musicisti hanno creato vere opere d’arte, guidati da emozioni e sensazioni, suscitate in loro da una Musa. L’arte è donna e la donna, con le sue molteplici sfaccettature, è arte. L’una non può prescindere dall’altra e l’artista non può farne a meno. È chiamato a generare bellezza cogliendo le diverse sfumature dell’animo femminile e regalando ai fruitori descrizioni di creature quasi paradisiache. E di creatura paradisiaca si può parlare di certo in riferimento alla Beatrice di Dante, la musa delle muse, la cui prematura morte cristallizzò la sua bellezza, rendendola icona di purezza e di morbido rigore. Nella Divina Commedia Beatrice è più spirito che carne, è una figura angelica, che non può che trovare collocazione nel Paradiso. Si tratta di una donna caratterizzata da grazia e delicatezza, eterea e irraggiungibile. Di ben altro temperamento è la giovane donna che ha ispirato Eugène Delacroix in La libertà che guida il popolo. Protagonista è una bellezza carnale, ma al contempo dotata di alti contenuti simbolici: Marianne rappresenta la Francia, pregna degli ideali che hanno animato la rivoluzione. Si tratta di una donna coraggiosa, che combatte per ciò in cui crede e che si erge persino a guida del popolo verso il bene più prezioso al mondo, la libertà. Più spregiudicate sono le donne di Henri de Toulouse-Lautrec, protagonista del ritmo irrefrenabile di Montmartre e frequentatore assiduo dei luoghi più frizzanti ed eccentrici della Parigi della Belle Époque. Lo stesso Toulouse- Lautrec – che ha dichiarato: “Dipingo le cose come stanno. Io non commento. Io registro” – rende protagoniste delle sue opere donne frizzanti e piene di vita oppure sfatte e dagli occhi spenti, alcune appariscenti, altre raffinate, ma sempre reali; l’artista è nemico di qualsivoglia ipocrisia e predilige una fedele rappresentazione della realtà, anche quella più inconfessabile. Eterno simbolo di forza e vitalità è senza dubbio Frida Kahlo, altissima espressione di creatività ed esempio per molte donne. Frida è al contempo donna, artista e protagonista dei suoi quadri; in lei si incontrano e si fondono un turbinio di emozioni, creando reazioni talvolta armoniche talaltra dure e stridenti. La Kahlo si mette a nudo, si rivela e con estrema generosità regala sé stessa nei suoi quadri, confessando segreti, emozioni, ossessioni, passioni, amore. Simbolo indiscusso di tenacia e indipendenza, Frida insegna alle donne ad accogliere il dolore e a trasformarlo in poesia. Il mondo dell’arte è un mare magnum di fotografie dell’animo femminile, scatti rubati, che sono stati in grado di carpire ogni sussulto, esitazione, slancio, sospiro, ogni desiderio e anche il più silente battito di cuore di donne. Donne reali, vissute, sentite e assaporate nei più profondi meandri dell’anima dagli artisti che le hanno rese immortali. Ogni artista, che ha reso le donne protagoniste della propria arte, si è pregiato del merito di aver dato voce ad emozioni altrimenti inespresse, catturando volti, parole e passioni in continuo fermento, perché la donna è questo: incessante rinascita. L’arte è, dunque, ponte tra la donna e l’infinito.